Ci stiamo separando: e i nostri figli?

da | Mar 17, 2018 | News |

Sono diverse le coppie che si rivolgono a me per ricevere aiuto in merito a questo delicatissimo problema.
Coppie confuse alle quali, oltre a dover affrontare le molteplici problematiche che una separazione comporta a livello di coppia, si aggiunge anche quella di non saper dove “mettere mano” con i figli (come glielo diciamo? E’ meglio farlo prima o aspettare che lui/lei vada via di casa?) e non è certamente un problema di secondo ordine, visto che è ovvio che una decisione del genere vada ad influire su tutto il sistema familiare.

La separazione è un evento critico che sconvolge l’equilibrio familiare: cambiano le dinamiche relazionali, le abitudini, la conflittualità, l’immagine che il figlio ha nei confronti dei genitori e, di conseguenza, cambia il suo rapporto con essi.
Generalmente, tutto ciò comporta nel figlio: sofferenze, sensi di colpa (nella maggior parte dei casi si convince che sia proprio lui la causa della separazione), la ricerca della verità rispetto alle colpe, la difficile possibilità del perdono e, soprattutto, un forte senso di insicurezza dei propri confini (in quanto c’è un’esposizione diversa rispetto all’esterno: avvocati, tribunali, ecc…) e nei confronti del suo futuro.

Sono state condotte molte ricerche sulle reazioni dei figli in seguito all’evento separazione e tutte convengono sul fatto che siano diversi i fattori che le influenzano:
– L’età: considerata rispetto alle caratteristiche evolutive del figlio, in
quanto in ogni fase di sviluppo il figlio ha bisogni ben precisi.
– Gli aspetti individuali: legati al carattere, al temperamento, al tipo di
sensibilità, di educazione, all’attitudine verso la vita, alla capacità di
resilienza.
– La qualità del rapporto con i genitori.
– La qualità del rapporto tra i genitori.
– Il sostegno sociale (scuola, famiglia allargata, ecc.).
La separazione di due genitori, più che un fatto, è un processo che inizia prima che uno dei due lasci la casa e continua a lungo anche successivamente.

E’ comprensibile che molti genitori in fase di separazione, già sopraffatti dal dolore e dalle preoccupazioni relativi ai numerosi problemi che devono affrontare, si sentano incapaci di pensare a quello che stanno vivendo i loro figli.
Spesso danno per scontato che le necessità e i sentimenti di essi coincidano con i propri, ma non è così.

Il più delle volte capita che, non sapendo come affrontare la situazione, convinti di contenere l’impatto emotivo che tale notizia avrà su di essi, adottino la tecnica del “rinvio”: vale a dire che tentino di tenere nascosta la notizia fino a che la decisione non venga posta in essere.
Purtroppo, questa strategia non risulta mai essere vincente, in quanto priva i figli della possibilità di essere accompagnati e aiutati a fronteggiare e ad adattarsi alla nuova situazione.

Cosa fare con i figli

E’ fondamentale che i figli vengano messi al corrente dai genitori circa la decisione di separarsi ed è altrettanto importante che concordino la stessa versione da dare, circa il motivo della loro separazione.

Dare spiegazioni non significa che si debbano fornire dettagli allarmanti o notizie inquietanti, ma significa fornire elementi sufficienti affinchè i figli possano: inquadrare una nuova realtà (molto difficile per loro), fare domande e trarre le proprie valutazioni.
L’incapacità o la mancanza di volontà di spiegare a un figlio una situazione dolorosa, può unirsi con la tendenza del figlio a soffocare i propri sentimenti.

 

Comunque sia, anche se data con cautela, la notizia risulta sempre scioccante per un figlio, per tanto può essere molto utile rassicurarlo su diversi aspetti:

– Sul fatto che lui non abbia nessuna colpa in merito e che la decisione di
separarsi è lo sbocco naturale dei problemi che si sono venuti a creare
tra i genitori; quello principale: la sopravvenuta incapacità di entrambi di
rendersi felici (o qualche variante che possa adattarsi alla situazione).
Non è consigliabile dargli come motivazione il fatto che sia venuto meno
l’amore, in quanto i figli, soprattutto quelli più piccoli, potrebbero
temere che i genitori, all’improvviso, possano smettere di amare anche
loro.

– Che entrambi sono tristi per la situazione, che lo amano e che,
nonostante tutto, continueranno ad amarlo e a prendersi cura di lui.
Ogni figlio ha bisogno di sapere che entrambi i genitori saranno sempre
presenti nella sua vita, qualunque cosa gli accada.

Il secondo step, forse quello più difficoltoso, consiste nel fornirgli un supporto per aiutarlo a superare l’angoscia che, come ho precedentemente accennato, è inevitabile che si manifesti.

Il primo passo è ASCOLTARLO e:

– Incoraggiarlo a parlare e ad esprimere liberamente i propri sentimenti,
per cercare di capire come vive la separazione e che cosa ne pensa;
dimostrando sensibilità e non assumendo un atteggiamento giudicante
nei suoi confronti.

– Accogliere la sua rabbia, la tristezza, la confusione; rimandandogli
che tali sentimenti sono naturali e comprensibili e che ne può
parlare con tranquillità, ogni volta che ne senta il bisogno.

– Accompagnarlo con cura nei cambiamenti: ascoltando e rispettando
anche il suo punto di vista (per quanto possibile).

– Chiarire che è normale che desideri o speri che i genitori tornino
di nuovo insieme, ma che, soprattutto dopo il divorzio, è opportuno
considerare la decisione come definitiva.

Per un figlio comprendere non significa accettare ciò che sta avvenendo, significa compiere un primo passo per trovare un senso a livello cognitivo.
Infatti, potrebbe capire la ragione che sta all’origine della decisione e potrebbe anche giustificarla sul piano cognitivo, tuttavia, potrebbe non essere pronto ad assimilarla sul piano emotivo.

Le opinioni e i sentimenti espressi da un figlio, in larga misura, dipendono dalle percezioni che egli ha della situazione, per tanto, quando riesce a comprenderla meglio, tali percezioni possono cambiare.

 

Perché un percorso di Mediazione familiare

Un percorso di Mediazione familiare può essere d’aiuto e di supporto ad una coppia di genitori che intendono separarsi o che sono già separati, per trovare la giusta modalità di spiegazione (ai propri figli) in merito alle loro decisioni e alla nuova organizzazione familiare.

Impareranno a conoscere quali sono i bisogni e le possibilità di un figlio (lungo il suo processo di sviluppo), in quanto conoscere e rispettare le sue caratteristiche individuali, consentirà ai genitori di intervenire in maniera adeguata: proponendo ai figli un modo efficace per ristrutturare i rapporti, fornendogli elementi per la costruzione di significati relativi all’esperienza in corso.

RICORDA: I genitori possono accompagnare i figli nel gestire le loro emozioni, ma per poterlo fare, devono essere prima in grado di gestire le loro… e, un percorso di Mediazione familiare può aiutare anche a realizzare questo obiettivo.

Barbara

 

 

 

 

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